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Questo blog è un posto di funghi, di segreti-non segreti e di segreti velenosi. Letture, scritture, immagini e suoni o quanto altro si vorrà che dia l'illusione almeno del rinascere (o del persistere) della vita in vita.
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Di bulletproof (del 08/03/2010 @ 16:12:35, in RealPolitik, linkato 45 volte)
Ancora questa mattina - financo e significativamente dalla voce di Eugenio Scalfari - continuava la litania sulla "innocenza" del Presidente della Repubblica, Napolitano, in merito alla sua immediata promulgazione del decreto cosiddetto salva-liste.
Napolitano non poteva fare altrimenti, si dice, non può esimersi dal firmare un provvedimento a meno che non vi si ravvisino chiari segni di incostituzionalità. Questa è la vulgata. Ma è un falso.
Lo dico chiaramente. La Costituzione Italiana, all'articolo 74 recita:
"Il Presidente della Repubblica, prima di promulgare la legge, può con messaggio motivato alle Camere chiedere una nuova deliberazione. Se le Camere approvano nuovamente la legge, questa deve essere promulgata".
Dove sta scritto che la legge proposta alla promulgazione deve essere "manifestamente incostituzionale"?
Se il Costituente non lo ha specificato, ci sarà un motivo. In realtà, non ci sono limiti formali alla mancata promulgazione di una legge da parte del Capo dello Stato, l'importante è che egli invii a supporto del suo atto una motivazione alle Camere.
Napolitano, anziché pubblicare sul sito del Quirinale una riposta a delle lettere di alcuni cittadini - mi auguro almeno veri e non fittizi - avrebbe fatto bene a non rendersi complice di questo obbrobrio giuridico e scandalo politico, inviando nero su bianco al Parlamento i suoi motivi.
Napolitano non poteva fare altrimenti, si dice, non può esimersi dal firmare un provvedimento a meno che non vi si ravvisino chiari segni di incostituzionalità. Questa è la vulgata. Ma è un falso.
Lo dico chiaramente. La Costituzione Italiana, all'articolo 74 recita:
"Il Presidente della Repubblica, prima di promulgare la legge, può con messaggio motivato alle Camere chiedere una nuova deliberazione. Se le Camere approvano nuovamente la legge, questa deve essere promulgata".
Dove sta scritto che la legge proposta alla promulgazione deve essere "manifestamente incostituzionale"?
Se il Costituente non lo ha specificato, ci sarà un motivo. In realtà, non ci sono limiti formali alla mancata promulgazione di una legge da parte del Capo dello Stato, l'importante è che egli invii a supporto del suo atto una motivazione alle Camere.
Napolitano, anziché pubblicare sul sito del Quirinale una riposta a delle lettere di alcuni cittadini - mi auguro almeno veri e non fittizi - avrebbe fatto bene a non rendersi complice di questo obbrobrio giuridico e scandalo politico, inviando nero su bianco al Parlamento i suoi motivi.
Di bulletproof (del 06/03/2010 @ 16:49:25, in RealPolitik, linkato 45 volte)
Sul recente decreto cosiddetto Salva-liste si può dire con onestà una sola cosa: tecnicamente è un golpe.
Al Parlamento spetta di legiferare. La legge deve essere un provvedimento generale ed astratto.
Rispetto alle leggi approvate, il Governo può emanare dei decreti attuativi che ne regolano l'iter di attuazione: quali dipartimenti o ministeri sono interessati, come scatta la copertura finanziaria, di chi sono le varie responsabilità e incarichi e via di questo passo.
L'interpretazione di una legge, invece, è la sua applicazione. Così insegna anche l'ermeneutica giuridica.
Una legge si applica al reale, cioè ai casi della vita. La giustezza o meno di una applicazione ne sancisce l'orizzonte interpretativo e spetta alla Magistratura determinarlo attraverso le sentenze dei processi. La sentenza, infatti, altro non è che la declinazione della legge nella vita, attraverso una interpretazione.
Senza l'interpretazione la legge resta astratta ed è giusto che sia così. Se la legge portasse già nella sua scrittura un determinazione interpretativa sarebbe un corpo rigido, storicamente determinato e incapace di adattarsi alla molteplicità e variabilità del reale.
Non è dunque il Governo che può intervenire a sancire l'interpretazione di una legge, altrimenti ne darebbe una connotazione concreta e interessata piuttosto che astratta e generale. La legge deve restare astratta e generale. Soltanto nell'applicazione giuridica essa si fa di volta in volta concreta attraverso l'interpretazione che ne viene data dai Tribunali.
Non a caso il ministro Maroni ha dichiarato: "ora il Tar può decidere". Ed è una perfetta dichiarazione che svela i veli intenti del decreto. Il TAR, infatti, avrebbe comunque potuto decidere. Ora può solo decidere nel modo che gradisce il Governo.
Ma questo significa pacificamente che il Governo si è sostituito in un sol colpo al Parlamento - che aveva varato la legge - e alla Magistratura - che ne avrebbe dovuto definire l'interpretazione.
Come ho detto è tecnicamente un golpe.
Al Parlamento spetta di legiferare. La legge deve essere un provvedimento generale ed astratto.
Rispetto alle leggi approvate, il Governo può emanare dei decreti attuativi che ne regolano l'iter di attuazione: quali dipartimenti o ministeri sono interessati, come scatta la copertura finanziaria, di chi sono le varie responsabilità e incarichi e via di questo passo.
L'interpretazione di una legge, invece, è la sua applicazione. Così insegna anche l'ermeneutica giuridica.
Una legge si applica al reale, cioè ai casi della vita. La giustezza o meno di una applicazione ne sancisce l'orizzonte interpretativo e spetta alla Magistratura determinarlo attraverso le sentenze dei processi. La sentenza, infatti, altro non è che la declinazione della legge nella vita, attraverso una interpretazione.
Senza l'interpretazione la legge resta astratta ed è giusto che sia così. Se la legge portasse già nella sua scrittura un determinazione interpretativa sarebbe un corpo rigido, storicamente determinato e incapace di adattarsi alla molteplicità e variabilità del reale.
Non è dunque il Governo che può intervenire a sancire l'interpretazione di una legge, altrimenti ne darebbe una connotazione concreta e interessata piuttosto che astratta e generale. La legge deve restare astratta e generale. Soltanto nell'applicazione giuridica essa si fa di volta in volta concreta attraverso l'interpretazione che ne viene data dai Tribunali.
Non a caso il ministro Maroni ha dichiarato: "ora il Tar può decidere". Ed è una perfetta dichiarazione che svela i veli intenti del decreto. Il TAR, infatti, avrebbe comunque potuto decidere. Ora può solo decidere nel modo che gradisce il Governo.
Ma questo significa pacificamente che il Governo si è sostituito in un sol colpo al Parlamento - che aveva varato la legge - e alla Magistratura - che ne avrebbe dovuto definire l'interpretazione.
Come ho detto è tecnicamente un golpe.
Di bulletproof (del 01/02/2010 @ 21:28:00, in Immagini, linkato 3099 volte)
Gennadi Kuk from The Sochi Project on Vimeo.
In 2014, the Olympic Games will take place in Sochi, Russia. Never before have the Olympic Games been held in a region that contrasts more strongly with the glamour of the Games than Sochi. Just 20 kilometres away is the conflict zone Abkhazia. To the east the Caucasus Mountains stretch into obscure and impoverished breakaway republics such as Cherkessia, North Ossetia and Chechnya. On the coast old Soviet sanatoria stand shoulder to shoulder with the most expensive hotels and clubs of the Russian Riviera.Between now and 2014 the area around Sochi will change beyond recognition. The extreme makeover is already underway; refugee flats and poverty-stricken resorts are disappearing at high speed from the partly fashionable, partly impoverished seaside resort of Sochi. Thousands of labourers from across Russia and abroad live in prefab accommodation in order to have the stadiums, hotels and modern infrastructure finished on time. Helicopters fly backwards and forwards with building materials. The economic crisis is glossed over as much as possible.
Photographer Rob Hornstra and writer/filmmaker Arnold van Bruggen plan to document the changes in the area around Sochi over the coming five years. The Sochi Project will be a dynamic mix of documentary photography, film and reportage about a world in flux; a world full of different realities within a small but extraordinary geographic area.
The Sochi Project is a unique, in-depth and as such a costly project. Dutch newspapers and magazines are unable to undertake or afford a project of this scale. We think it is important that independent, documentary journalism continues to exist. That’s why we are doing it ourselves. You can make your own contribution, by becoming a donor of The Sochi Project.
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